mercoledì 17 dicembre 2008

Questione morale nella politica



Dopo qualche giorno di assenza torno per affrontare, purtroppo, un tema che ci sta travolgendo: inchieste a tutto spiano che sembrano colpire in particolare esponenti del PD. Non ho nessuna ricetta particolare da esprimere, sono soltanto attonito di fronte a quanto sta accadendo. Taluni amministratori del Pd sembra che abbiano scambiato questo partito per un comitato d'affari. Solo che non si può più andare avanti così. O Veltroni azzera completamente i gruppi dirigenti locali oppure non se ne uscirà. E smettiamola di dare la colpa a Di Pietro e all'IdV. Pensiamo solo al fatto che il Pd abruzzese voleva a tutti i costi candidare il sindaco di Pescara D'alfonso arrestato lunedi scorso dopo il risultato elettorale che ha visto sconfitto Costantini. Forse mi ripeterò, ma considero veramente molto grave questa situazione per la nostra democrazia. E' necessario in questo momento non disimpegnarsi e caldeggio una proposta che è balenata in questi giorni su qualche quotidiano: Renato Soru nuovo segretario del PD.

giovedì 11 dicembre 2008

L'Onda travolge la Gelmini (e Berlusconi)

Le proteste di queste settimane hanno ottenuto un primo effetto: una bella marcia indietro della Gelmini su molti fronti. Riporto il verbale dell'incontro con i Sindacati di oggi.
"In data odierna a Palazzo Chigi si è svolto un incontro, avente ad oggetto l'illustrazione delle linee guida di provvedimenti attuativi della legge 133/208. All'incontro, presieduto dal Sottosegretario di Stato Dott. Gianni Letta, hanno partecipato i Ministri Mariastella Gelmini, Maurizio Sacconi e Renato Brunetta, ed i rappresentanti delle OO.SS.: Domenico Pantaleo e M. Concetta Brigida per la Cgil; Raffaele Bonanni, Giorgio Santini e Francesco Scrima per la Cisl; Luigi Angeletti e Massimo Di Menna per la Uil; Fedele Ricciato e Achille Massenti per la Confsal; Alessandro Ameli per la Cgu; Alberto Sartori per la Cida; Gennaro Di Meglio della Gilda-Unams. A conclusione della riunione con le Organizzazioni sindacali confederali e quelle del comparto scuola in merito agli interventi previsti dal Piano programmatico di cui all'art. 64 della legge 133/2008, il Governo si impegna a recepire nei Regolamenti da emanarsi ai sensi del medesimo art. 64, i principi e le indicazioni che hanno costituito oggetto dei pareri delle Commissioni Cultura, scienze ed istruzione di Camera e Senato ed in particolare: a) l'orario obbligatorio delle attività didattiche della scuola dell'infanzia garantirà prioritariamente il tempo di 40 ore con l'assegnazione di due insegnanti per sezione e provvederà soltanto come modello organizzativo residuale lo svolgimento delle attività didattiche nella fascia antimeridiana, sulla base della esplicita richiesta delle famiglie; b) il tempo scuola della primaria sarà svolto, in relazione anche alla esigenza di riorganizzazione didattica, secondo le differenti articolazioni dell'orario scolastico a 24 (prime classi per l'a.s. 2009-10), 27, 30 e 40 ore. In particolare, per l'orario a 24 (solo prime classi per l'a.s. 2009-2010) e 27 ore, si terrà conto delle specifiche richiesta delle famiglie; c) nelle classi funzionanti a tempo pieno saranno assegnati due docenti per classe".
g) nella scuola secondaria di primo grado, sarà previsto un orario obbligatorio da 29 a 30 ore, secondo i piani dell'offerta formativa delle scuole autonome; e) nella scuola secondaria di primo grado le classi con il tempo prolungato, ferma restando l'esigenza che si raggiunga il previsto numero di alunni frequentanti, funzioneranno con non meno di 36 e fino ad un massimo di 40 ore; f) ferma restando l'adozione di misure compensative idonee a garantire i complessivi obiettivi di riduzione dell'art. 64 del Piano Programmatico sarà previsto il congelamento per l'a.s. 2009/2010 dell'incremento del numero massimo di alunni per classe in connessione con l'attivazione dei piani di riqualificazione dell'edilizia scolastica; g) sarà tutelato il rapporto di un docente ogni due alunni disabili; h) dall'anno scolastico 2009/2010 troveranno attuazione i soli Regolamenti relativi al riordino del primo ciclo e al dimensionamento della rete scolastica e l'ottimale utilizzo delle risorse umane della scuola, con la contemporanea rimodulazione delle economie da realizzare per tale anno scolastico; i) i regolamenti relativi al secondo ciclo si attueranno dall'a.s. 2010/2011. Si svolgeranno fin dal gennaio 2009 le iniziative e le attività di informazione al fine di far conoscere, diffondere e approfondire i contenuti dei nuovi percorsi di studio. Il Governo si impegna inoltre: 1) a costituire un tavolo permanente di confronto per ricercare le possibili soluzioni a tutela del personale precario attualmente con nomina annuale o fino al termine delle attività didattiche, per favorire continuità delle attività di insegnamento e di funzionamento; 2) a prevedere, qualora le risorse di bilancio lo consentano, l'estensione degli sgravi fiscali previsti in materia di salario accessorio".

mercoledì 10 dicembre 2008

Febbre da sondaggio

C'era da aspettarselo: dopo mesi di guerre interne, litigi, indagini che coinvolgono i politici locali, è arrivata la mazzata. Il sondaggio pubblicato da Repubblica è impietoso: il PdL al 39% (+1,7), il PD al 28% (-5,7%), IdV al 7,8% (+3,8), Lega Nord al 7,5% (-0.8), Udc al 4% (-1,5) , Rifondazione, Verdi, PdCI, Sinistra Democratica al 5,5%.
Il valore elettrorale del Pd è preoccupante e le cause sono sotto i riflettori da mesi. Intanto la mancata indicazione chiara della collocazione del Pd al Parlamento Europeo. Un'opposizione politica poco incisiva e troppo preoccupata di ricercare il "dialogo" con Berlusconi. Il rapporto con l'IdV che non decolla (il risultato dell'IdV nel sondaggio è indicativo) e corteggiamento dell'Udc. Lotte intestine per il controllo del partito. Infine l'immagine poco edificante dei vari Latorre, Villari, Bassolino e c. Voglio chiudere il post con una speranza: sabato sera da Fazio era intervistato Renato Soru il quale ha parlato chiaro, ha espresso opinioni condivisibili (belle anche le parole che ha speso per L'Unità) e credo che il Pd farebbe bene a guardare a Soru come possibile leader nazionale.

sabato 6 dicembre 2008

venerdì 5 dicembre 2008

Per ricordare i morti alla ThyssenKrupp di Torino

Pubblico l'appello con cui viene promossa dall'Associazione LEGAMI D'ACCIAIO (ex-operai ThyssenKrupp e familiari dellevittime) la manifestazione prevista per domani a Torino. A loro va tutto il mio appoggio e la mia piena e convinta adesione.



6 dicembre 2007: strage di 7 operai alla ThyssenKrupp di Torino

6 dicembre 2008: non dimentichiamo tutte le stragi e morti sul lavoro

Il 6 dicembre di un anno fa un rogo sprigionatosi all'interno dello stabilimento ThyssenKrupp di Torino faceva strage di 7 operai. Sette vitebruciate e sette famiglie lasciate nella disperazione. Forte fu la commozione e l'eco in tutto il Paese. Le massime autorità delloStato, a cominciare dal Presidente della Repubblica Napolitano, dichiararono che avrebbero fatto l'impossibile affinché stragi come quella di Torino non fossero più avvenute. Spenti pian piano i riflettori dei mass-media, la questione della sicurezzasul lavoro è sparita dall'agenda politica di governi e parlamenti, sostituita da quella - montata ad arte - della "sicurezza" nelle città, della psicosi dell'immigrato stupratore, rapinatore, pirata della strada o altro, dimenticando che secondo studi della stessa UE, le città italiane sono le più "sicure" d'Europa. Ma tant'è, si mandano forze di polizia e militari nelle città, ma non si fa un passo per garantire incolumità e sicurezza a chi vive di lavoro. La strage di Torino non è stata la prima e, purtroppo, non è stata l'ultima: i circa 4 morti al giorno nei luoghi di lavoro dovrebbero suonare come un sonoro schiaffo per qualsiasi società che abbia la presunzione di definirsi "civile". Ma in Italia no: qui non solo si continuano a varare provvedimenti assolutamente insufficienti, soprattutto dal punto di vista delle azioni di contrasto e di sanzione nei confronti delle aziende, come da quello dei poteri e delle agibilità degli RLS e degli ispettori INPS o INAIL (come il nuovo Testo Unico, Legge 81/2008), ma a questi si affiancano leggi e decreti come quello sulla detassazione degli straordinari (Legge 126/24 del luglio2008), quello sulla deregolamentazione del mercato del lavoro (Legge 133 del5 agosto 2008), la direttiva del Ministero del Lavoro che indebolisce i servizi ispettivi del ministero stesso e dell'INPS (settembre 2008), e, ultimo solo per tempo, il ddl 1441 quater, attualmente in discussione allaCamera, che vorrebbe sterilizzare i processi e legare le mani ai giudici del lavoro. Il segnale è purtroppo molto chiaro: da un parte si continuano a garantire condizione di massima redditività delle aziende (cioè massimi profitti), dall'altra si aumenta la precarietà, si allunga l'orario di lavoro, si controllano di meno le violazioni in termini di sicurezza, diminuendo quindi la tutela della salute e dell'incolumità del lavoratore, così come di chi vive in città o quartieri vicini ad impianti industriali: ecco che, quindi, l'immigrato che lavora nel cantiere si trova nella stessa barca con l'operaio Fiat, con l'abitante di Taranto che respira le polveri tossiche dell'ILVA, o con il valsusino che rischia di morire di amianto se partirannoi lavori del TAV. Siamo stanchi di restare a guardare, spettatori/vittime di una macabra rappresentazione che coinvolge, direttamente o indirettamente tutti noi. Il 6 dicembre saremo a Torino e sfileremo dalla Thyssenkrupp al Palagiustizia non solo per ricordare i nostri 7 compagni di lavoro morti nel rogo di un anno fa, reclamando giustizia in un processo che sta per entrare nel vivo, ma per ricordare tutti i lavoratori e le lavoratrici che ogni giorno perdono la vita o subiscono gravi infermità perché qualcuno, per volersi arricchire sempre di più, li fa lavorare sempre di più, sempre più velocemente e in condizioni sempre più insicure. Il processo Thyssen è giunto ad un grande risultato, senza precedenti nella storia della giurisprudenza italiana: i lavoratori vengono ammessi dal Gup come parte lesa e quindi riconosciuti come parte civile in un processo contro i sei dirigenti della multinazionale tedesca per il rischio che hanno occorso a lavorare in un'azienda (peraltro già chiusa), così come purtroppo ha colpito i nostri cari sette compagni in quella tragica notte. Ma sappiamo che questo non basta: siamo coscienti che sarà possibile invertire questo drammatico corso di sangue e di morte (una "guerra" che fa più vittime della guerra in Iraq o delle guerre di mafia) solo se riusciremo ad affermare un punto di vista, che è chiaramente, senza se e senza ma, quello di salvaguardare la salute, la sicurezza nei luoghi di lavoro e di fare sempre e comunque gli interessi delle lavoratrici/ori scegliendo fino in fondo e senza ambiguità da che parte stare, ossia dalla nostra parte, con orgoglio e dignità, quella di chi lavora. Un corteo che fa anche appello al movimento studentesco e dei lavoratori e lavoratrici della scuola perchè partecipi e lo sostenga, così come tutta la Rete nei suoi organismi e nei suoi singoli partecipanti sostiene la giusta lotta degli studenti e dei lavoratori della scuola contro gli stessi nemici Per questo facciamo appello ai lavoratori, a tutte le organizzazioni sindacali, alle associazioni dei familiari, ai medici e ai giuristi sinceramente democratici, agli ispettori del lavoro, dell'INPS e dell'INAIL, ai giornalisti coscienziosi, ai giovani e agli studenti che in queste settimane stanno difendendo il loro futuro, a partecipare e a sostenere questa manifestazione. Perché se non lo facciamo noi, non lo farà nessuno al nostro posto. Torino il 6 dicembre 2008 - Manifestazione con concentramento di fronte allostabilimento ThyssenKrupp, Corso Regina Margherita 400, ore 09.30 Associazione LEGAMI D'ACCIAIO (ex-operai ThyssenKrupp e familiari dellevittime).

Cartellino rosso


Dopo aver trattato argomenti seri e preoccupanti passiamo a qualcosa di comico. Abbiamo appreso oggi dalla lettura dei giornali che il sen. Villari è stato espulso sia dal gruppo PD del senato che dal partito (democratico). Anzi per la precisione, dopo aver letto un'appassionato discorso di otto cartelle, si è sottratto al voto di espulsione ritirando il ricorso che aveva presentato nei giorni scorsi. Lui dice che lo fatto per togliere dall'imbarazzo diversi suoi colleghi che avrebbero votato contro di lui "soltanto per disciplina di partito". E' pressochè certo che egli non conosca questo tipo di imbarazzo. E fa l'offeso asserendo di essere stato maltrattato da Veltroni e dalla Finocchiaro. Ora soltanto pensare che Veltroni possa trattar male qualcuno denota uno scarso senso delle proporzioni e soprattutto spiega la comicità dell'illustre senatore. De Gasperi affermava: " la differenza tra un politico ed uno statista sta nel fatto che il politico pensa alle prossime elezioni lo statista alle prossime generazioni".

Firenze e dintorni

Certo che a leggere l'inchiesta dell' "Espresso" si resta abbastanza spiazzati nel vedere come viene esercitato il potere in Italia: l'antenna parabolica, la raccomandazione per il "figliolo", l'affitto calmierato per l'amichetta. Ci sono poi i grandi interessi affaristici sullo sfondo (l'area cosidetta del Castello) ma quelli sono, direi, più classici. Il sindaco Domenici si difende (visitando la Procura), lasciandosi intervistare da svariati quotidiani ma querelando Repubblica e L'espresso. Quella rilasciata stamani a l'Unità è abbastanza sconcertante: piena di messaggi trasversali in codice (non si capisce a chi si riferisca quando accusa presunti poteri forti, anche a sinistra) e senza prendere minimamente le distanze dagli assessori inquisiti. Veltroni gli ha assicurato il suo appoggio (insieme alla Jervolino). Voglio sperare che gli abbia ricordato di essere un pò più deciso nel fare pulizia. Magari invitando Graziano Cioni a farsi da parte per le imminenti primarie.

giovedì 4 dicembre 2008

Hanno la faccia come il culo

Nel post Yo-yo, mafia e informazione mi chiedevo se Riotta avesse avuto il coraggio di rispondere. Ebbene è arrivata una precisazione all'Unita che riporto con relativa risposta del quotidiano. Ogni commento è superfluo.

"Gentile direttore, a pagina 6 del 1° dicembre, l'Unità titola: il tg1 dà spazio allo yo-yo e oscura la mafia, perché il tg1 non ha dato conto, nell'edizione delle 20 del 29novembre,della rassegna sulla lotta alle mafie organizzata da «politicamante scorretto» a Casalecchio di Reno. L'incontro era certo rilevante ma, a ben vedere, anche l'edizionenazionale del vostro giornale ha deciso di non dare notizia del convegno sulle mafie. la nostra scelta, dovuta a motivi di spazio che ben conoscete, è stata dunque condivisa anche dall'Unità,come da tutti gli altri media nazionali. Auguri di buon lavoro, Pino Caserta segretario di redazione del tg1".

L’iniziativa antimafia di Casalecchio di Reno ha avuto ampio spazio sulle cronache locali dell’Unità. Spazio che invece non ha ottenuto il campionato nazionale di yo-yo. Ognuno ha le sue priorità. (r.l.)

P.S. Una domanda al C.d.R. del TG1 : nulla da dire al riguardo?

Rutelli minaccia

Rutelli scrive a Veltroni - così ci informa '"L'unità" - per dirgli che i democratici non potranno entrare mai nel PSE nemmeno nella forma federativa o del trattino (PSE-Democratici). Non sapevo che l'ex radicale mangiapreti Rutelli è colui che nel PD decide la collocazione europea. Considerando che l'attuale gruppo dirigente è completamente paralizzato dai veti incrociati, avanzo una bella proposta: consultazione democratica fra iscritti, aderenti e tutti coloro che hanno voglia di esprimersi su questo rilevante tema. Sarebbe un bell'esempio di democrazia.

mercoledì 3 dicembre 2008

Questione morale per il PD




La questione morale nel PD è oramai ineludibile. E' una riflessione amara che molto di noi stanno già facendo da giorni. Molti compagni della base guardano con sgomento ai fatti. Proviamo ad elencarli: inchieste in Campania (indagato Bassolino, l'assessore Nugnes si è suicidato e le indiscrezioni indicano che sta per scoppiare una tangentopoli napoletana); inchiesta in Abruzzo (indagato Del Turco poi dimessosi); inchieste in Calabria (Finanziamenti pubblici e coinvolgimento di Nicola Adamo in un’inchiesta sullo sfruttamento dell’energia eolica); inchieste in Liguria (coinvolta la giunta del sindaco di Genova Marta Vincenzi); inchiesta a Firenze per corruzione di due assessori PD e Ligresti (uno di questi Graziano Cioni partecipa alle primarie come sindaco di Firenze!); in Sardegna Soru è costretto a dimettersi in quanto una parte del Pd gli si è rivoltato contro per le sue politiche a difese dell'ambiente.
A me al contrario dei tanti corvi che svolazzano in questi giorni sul corpo tramortito del PD tutta questa situazione non mi fa piacere. Si sta scherzando col fuoco. Stamattina intervistato dal "Corriere della sera" Gustavo Zagrebelsky afferma: "La questione morale sta corrodendo il centrosinistra. La sua causa è il Pd, il mancato ricambio generazionale ai vertici e la debolezza come partito" e poi "Non bisogna invocare il centralismo democratico ma al centro del Pd non c’è nulla e così a livello locale i cacicchi si sono scatenati".
Parole che condivido e che impongono al segretario Veltroni un intervento deciso. Glielo consentiranno i veti incrociati delle correnti (pardon "diverse sensibilità)? Ho i miei dubbi.
I segretari regionali riuniti con Veltroni hanno risposto picche alle smanie di Chiamparino con questa sua menata del partito del nord. Per tutti la dichiarazione del segretario toscano Manciulli: "Dobbiamo pensare a fare un partito che stia sui problemi della gente, in Toscana ci sono già 3 mila cassaintegrati...".


Yo-yo, mafia e informazione



Al TG1 se ne stanno alla larga dai fatti e dalle notizie. Soprattutto se si parla di mafie. A Casalecchio di Reno (BO) si svolgono in contemporanea il Campionato Italiano di Yo-Yo e “Politicamente Scorretto”, rassegna dedicata alla lotta alle mafie alle quale sono intervenuti parenti delle vittime di mafia, magistrati, scrittori, studiosi e giornalisti per denunciare con forza gli atti criminosi compiuti da quella che è stata definita da Giancarlo Caselli - durante uno degli incontri - “la peggiore delle metastasi che si diffonde e penetra nel nostro paese”. Rita Borsellino, Giancarlo De Cataldo, don Luigi Ciotti, Giancarlo Caselli, Nicola Gratteri, Pina Grassi, Pier Luigi Vigna e tanti altri incontravano giovani e familiari delle vittime per cercare nuove strade nella lotta alla criminalità organizzata. Nel corso della manifestazione, inoltre, è stata più volte sottolineata e denunciata la scarsa attenzione dei media, tranne qualche lodevole eccezione, nei confronti di questi temi.
Nel Tg1 di Sabato 29 novembre alle 20.00 va in onda un bel servizio su …, ma naturalmente il campionato di yo-yo. Si è giustamente arrabbiata l’assessore Paola Parenti inviando una lettera di protesta. Nella serata conclusiva di "Politicamente Scorretto" gli ospiti si sono presentati sul palco muniti di appositi yo-yo. Chissà se il direttore Riotta avrà qualcosa da dire, restiamo in attesa. Gli abbonati Rai ringraziano e soprattutto i mafiosi e la politica collusa.



UE : Per noi che sia il 10 o il 20% è uguale


Dunque l'Unione Europea ha avallato la motivazione di Tremonti sul perchè è stata aumentata l'IVA alle Pay-Tv satellitari? E' quanto ci sta facendo credere il Tg-Unico della televisione in chiaro.
Le cose ovviamente non stanno affatto così. La portavoce del commissario Ue al fisco, Laszlo Kovas, ha ricostruito tutta la vicenda: "La Commissione ha ricevuto nell'aprile del 2007 un reclamo", ha detto senza però indicare l'autore (ma fonti di Bruxelles indicano in Mediaset). "In questo reclamo si denunciava la presenza di due aliquote diverse nel settore delle tv a pagamento, con alcuni che applicano l'Iva al 10% (Sky) e altri al 20% (Mediaset). "Quindi - ha proseguito la portavoce - come sempre la Commissione ha proceduto a fare le sue verifiche. Ricordo che nella direttiva Iva c'è un allegato in cui si dice che si può applicare un'Iva ridotta, ma assicurando la neutralità fiscale. Dunque - ha continuato - non ci possono essere aliquote diverse per uno stesso tipo di servizio."
Ora anche un bambino capisce che la Ue non è intervenuta su una scelta prettamente "politica" dell'aliquota Iva ma ha giustamente minacciato sanzioni in assenza di un'armonizzazione dell'aliquota.
Il risultato è che Sky dovrà pagare 220 milioni in più mentre per gli altri (vedi Mediaset) poco cambia in quanto il gettito nella pay è decisamente meno significativo.

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